Ondazzurra‘s Podcast
269. Appartenenza e identità > Ruoli di genere

269. Appartenenza e identità > Ruoli di genere

April 17, 2022

Nel quinto episodio di Appartenenza e Identità Miriam e Carla parlano dei ruoli di genere e di come la sensibilizzazione su queste tematiche si stia evolvendo in NZ e in Italia. Alla conversazione partecipa Giulia Carloni dall’Italia, una pedagogista specializzata in gender study e in educazione affettiva, emotiva e sessuale. Giulia è responsabile del gruppo Scuola Arcigay Varese che progetta e realizza attività educative e formative nelle scuole sulle tematiche LGBTQIA+ e rispetto all’omofobia e trans-fobia. Nel 2018 Giulia ha trascorso un anno in NZ, anche collaborando con Miriam. Giulia ci dice che per lei l’identità di genere è ciò che una persona sente di essere, che può coincidere col genere socialmente atteso a partire dal sesso assegnato alla nascita, ma può anche non coincidere. Parlano anche del significato dell’acronimo LGBTQIA+ ovvero dell’universo Queer, vale a dire di tutti coloro che non si riconoscono nelle categorie binarie eterosessuali e cisgender. Nell'ultimo aggiornamento dell'enciclopedia Treccani, la voce LGBTQIA+ è così definita: ”L’acronimo designa tutte le persone che per orientamento sessuale, identità, espressione di genere, caratteristiche anatomiche non aderiscono agli standard del binarismo cisessuale e dell’eterosessualità”

Ringraziamo lo sponsor di questo episodio, il Ministry for Ethnic Communities www.ethniccommunities.govt.nz

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268. L’economia a testa in giù. Conversazione con Marco Reale

268. L’economia a testa in giù. Conversazione con Marco Reale

March 27, 2022

Marco Reale è associate professor all'Università di Canterbury e coordinatore del corso di studi in ingegneria finanziaria. Marco è nato a Roma e, dopo la laurea all'Università "la Sapienza", ha lavorato come econometrico per due anni presso l'Osservatorio e Centro Studi Monetari "Mario Arcelli" dell'Università LUISS. Successivamente consegue un dottorato in matematica presso l'Università di Lancaster nel Regno Unito. Nel 1999 Marco arriva in Nuova Zelanda per lavorare alla Scuola di Matematica e Statistica dell'Università di Canterbury. Con Marco abbiamo commentato l'aumento dell'inflazione in molti Paesi e abbiamo parlato delle conseguenze di un aumento dei tassi di interesse. Abbiamo poi presentato le potenzialità di Big Data (ovvero della quantità crescente di informazioni offerta dalla trasformazione digitale) e delle criptovalute, temi di cui Marco è esperto.

Ringraziamo gli sponsor di questo episodio: l’Ambasciata d’Italia a Wellington, www.ambwellington.esteri.it  il Ministry for Ethnic Communities www.ethniccommunities.govt.nz e Casamassima, prodotti eccellenti della cucina artigianale italiana  www.casamassima.co.n

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267. Intervista Grazia Ravelli

267. Intervista Grazia Ravelli

March 20, 2022

Maria Grazia è della provincia di Brescia e dopo essersi laureata in lingue ha vissuto a Berlino. Dal 2014 vive in NZ e per un paio di anni ha lavorato come assistente manager a Podere Crisci, rinomato ristorante e vigneto all’isola di Waiheke. La Nuova Zelanda è un posto dove è facile sperimentare nuove direzioni professionali e Maria Grazia dopo un periodo in un’azienda di risorse umane ha deciso di riorientare la sua carriera verso il coaching, qualificandosi come Life and Mindset Coach. Coach è quella figura professionale che facilita nel cliente un percorso di scoperta dei propri obbiettivi e del piano d’azione per metterli in atto. La relazione tra il coach e il cliente è paritaria, non è mentoring o counselling ma piuttosto un’attività di sostegno e affiancamento per individuare e raggiungere potenzialità personali o professionali. La formazione in questo campo è offerta da vari istituti privati, Grazia si è qualificata al NeuroLeadership Institute che segue un approccio basato sulla neuroscienza. Il passo successivo è la certificazione internazionale, che richiede l’aver realizzato un tot di ore di pratica, un esame scritto e il sottoporre un paio di sessioni perché vengano valutate. L’etica del coach riguarda confidenzialità, fiducia, comunicazione responsabile, assenza di consigli o indicazioni e offerta di metodi al cliente per trovare le risposte e le motivazioni dentro di sé. www.graziecoaching.com

Ringraziamo lo sponsor di questo episodio, la Società Dante Alighieri di Auckland  www.dante.org.nz

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266. Finalmente Letteratura> Italo Calvino, seconda parte

266. Finalmente Letteratura> Italo Calvino, seconda parte

March 13, 2022

Nel primo episodio dedicato ad italo Calvino, Bruno e Matteo avevano parlato dell’arte combinatoria, la struttura letteraria usata da Calvino nei libri Le città invisibili e I tarocchi. Calvino scrisse anche saggi teorici, tra i quali molto interessante è Cibernetica e fantasmi tratto da una serie di conferenze che lui fece nel 1967 in varie città italiane sulla narrativa come processo combinatorio. Calvino era molto interessato alla dimensione algoritmica dell’attività letteraria possibile col computer, che era appena uscito in Italia nel 1965 prodotto dall’Olivetti. Bruno e Matteo parlano del libro I nostri antenati pubblicato nel 1960, una trilogia che raccoglie storie scritte nel decennio precedente: Il barone rampante, Il Visconte dimezzato e Il Cavaliere inesistente. Storie che hanno in comune il fatto di essere inverosimili e di svolgersi in epoche e luoghi lontani. Calvino era consapevole di essere considerato “non impegnato” con questa letteratura fantastica, invece per lui erano allegorie che nascondono verità universali…l’innocenza, l’amicizia, la lotta contro il male, la parzialità, l’isolamento, la mancata realizzazione della pienezza umana, la difficoltà nel rapporto col prossimo, la costruzione del proprio destino…tutte tematiche molto moderne che guardano all’essenza della condizione umana.

Ringraziamo gli sponsor di questo episodio: l’Ambasciata d’Italia a Wellington www.ambwellington.esteri.it  e il Ministry for Ethnic Communities www.ethniccommunities.govt.nz

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265. Appartenenza e Identità > Lingua e Cultura

265. Appartenenza e Identità > Lingua e Cultura

March 6, 2022

Nel quarto episodio della serie Appartenenza e Identità seguiamo Miriam, Francesca e Carla in una serie di riflessioni sul rapporto lingua, cultura ed identità. La capacità di parlare è una forma primaria di identità. La lingua madre è la fonte di identificazione con la persona che ci ha messi al modo e con la collettività della famiglia e della società attorno. La lingua influenza il modo in cui vediamo il mondo, come lo descriviamo e come esistiamo in quel mondo. La lingua determina come esprimiamo la nostra identità nel rapporto con gli altri e come comunichiamo la nostra individualità. Per chi compie un’emigrazione in un paese di lingua diversa da quella madre, il percorso verso una nuova competenza linguistica diventa un obiettivo importante. Non solo per l’inserimento lavorativo e sociale ma anche per il proprio senso di identità e individualità. La ridotta capacità di esprimere aspetti di sé stessi può attivare insicurezze e isolamento. Il percorso trans-culturale è complesso ma se la lingua determina la nostra visione del mondo, il bilinguismo estende la nostra capacità di vederlo e di capirlo. 

Le voci di questa puntata sono: Francesca Benocci, dottorato in Scienza della Traduzione, ha curato la traduzione italiana di Wāhine, antologia di poetesse neozelandesi contemporanee e Parleranno le Tempeste poesie di Janet Frame; Miriam Sessa attivista, educatrice e psicoterapeuta; Carla Rotondo celebrante e conduttrice di Ondazzurra.

Ringraziamo lo sponsor di questo episodio, il Ministry for Ethnic Communities www.ethniccommunities.govt.nz

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264. Intervista Elisa Parisi

264. Intervista Elisa Parisi

February 27, 2022

Elisa è di Albosaggia in Valtellina e da due anni vive a Makikihi, nel distretto di Waimate, sulla costa tra Christchurch e Dunedin. È un paesino con meno di cento abitanti in una zona agricola di allevamenti. Elisa da un anno lavora in un allevamento di mucche, prima aveva trascorso tre anni in Australia dove lavorava in un’azienda agricola. Elisa ci racconta la sua giornata lavorativa a Makikihi che inizia con sveglia alle 3 del mattino per iniziare la mungitura verso le 4. Elisa e altri 2 mungitori hanno 950 mucche da mungere, che in media produco 10-15 litri di latte al giorno. Il lavoro si alterna tra mungiture al mattino e al pomeriggio, manutenzione delle strutture e spostamenti delle mucche ai vari pascoli. Elisa ha avuto modo di veder il ciclo annuale dell'allevamento: l’inseminazione artificiale, la gravidanza delle mucche, la nascita dei vitellini, circa un migliaio, i problemi che posso sorgere e come affrontarli. Elisa sta pensando di fare un corso per conoscere di più le tecniche di allevamento ed eventualmente diventare manager. Dairy farming in NZ è un settore specializzato, ad esempio le mucche di cui si occupa Elisa hanno una collana e sono monitorate tramite GPS, per seguirne l’attività, la ruminazione, il risposo, anche per segnalare quando la mucca è in calore per procedere all’inseminazione artificiale. Nel tempo libero Elisa è appassionata di escursioni e trekking e un suo progetto futuro è di fare Te Araroa il cammino di 3,000 km che attraversa tutta la NZ da Cape Reinga al Nord to Bluff al Sud…fattibile in quattro mesi.  

Ringraziamo lo sponsor di questo episodio, la Società Dante Alighieri di Auckland  www.dante.org.nz

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263. L’economia a testa in giù. Conversazione con Luca Serventi

263. L’economia a testa in giù. Conversazione con Luca Serventi

February 20, 2022

Luca vive a Christchurch dove insegna innovazione alimentare e scienza della birra alla Lincoln University. Luca è originario della provincia di Parma e, dopo essersi laureato in Scienze e Tecnologie Alimentari a Parma è andato negli Stati Uniti dove ha vinto una competizione in materia di innovazione alimentare proponendo un cannolo senza glutine e a lunga conservazione. Dopo il dottorato alla Ohio State University si è trasferito in Italia dove ha fatto ricerca nel cibo senza glutine e, prima di venire in Nuova Zelanda nel 2015, ha anche lavorato in Danimarca. Con Luca abbiamo commentato quanto scritto dal settimanale The Economist sulla sostenibilità del cibo e abbiamo parlato di alcuni dei suoi temi di ricerca, ovvero il cibo senza glutine e l'acqua dei legumi di cui Luca è esperto mondiale. Abbiamo scoperto che l'acqua dei legumi, come per esempio i ceci, ha delle proprietà che la possono rendere un ingrediente fondamentale per il cibo del futuro.

Ringraziamo gli sponsor di questo episodio: l’Ambasciata d’Italia a Wellington, www.ambwellington.esteri.it  il Ministry for Ethnic Communities www.ethniccommunities.govt.nz e Casamassima, prodotti eccellenti della cucina artigianale italiana  www.casamassima.co.nz

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262. Intervista Alberico d’Andrea

262. Intervista Alberico d’Andrea

February 13, 2022

Alberico è un pioniere della comunità italiana, infatti è in Nuova Zelanda dal 1969. Nato a Treviso, la sua famiglia dopo la guerra aveva difficoltà economiche e lui iniziò a lavorare da ragazzo. Al mattino frequentava le scuole medie, al pomeriggio faceva apprendistato in una falegnameria e durante il fine-settimana lavorava nel ristorante di uno zio, cucina semplice per camionisti dove ha imparato il mestiere. Questa esperienza tornò utilissima per l'opportunità di emigrare, ingaggiato come aiuto cuoco dall’azienda Codelfa che aveva grossi cantieri di ingegneria civile in Nuova Zelanda. Codelfa stava realizzando tunnels e dighe per il progetto idroelettrico del Tongariro con lavori che durarono vent'anni e impiegarono più di 400 italiani. Codelfa provvedeva a vitto e alloggio e tutte le provviste arrivavano dall’Italia in nave, dato che non era possibile trovare in NZ la quantità di pasta, olio e vino necessari. Al termine del contratto parecchi italiani decisero di rimanere a vivere in NZ, introducendo cambiamenti duraturi alle abitudini culinarie dei neozelandesi. Tra questi spicca Alberico, che nel 1984 aprì l’omonimo ristorante a Tokoroa, uno dei primi ristoranti italiani nel Waikato. Ci dice che l’impegno iniziale fu di educare alla cucina italiana e ai sapori diversi, anche mandando assaggi gratis ai tavoli per invogliare i clienti a provare. Ma col tempo Alberico Ristorante Italiano è diventato un’istituzione e con 37 anni di attività è uno dei ristoranti più longevi di tutto il paese.

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261. Appartenenza e Identità > Te Tiriti o Waitangi

261. Appartenenza e Identità > Te Tiriti o Waitangi

February 6, 2022

Questa puntata è dedicata alle relazioni tra Māori ed Italiani in Aotearoa e a questo proposito Miriam e Carla hanno invitato come ospite Aramiro Tai Rākena. Ara è cresciuto a Christchurch, bilingue e immerso, come dice lui, in due fuochi culturali: suo padre è maori della iwi Tainui e sua madre è neozelandese-inglese. Ha fatto sia l’asilo che la scuola elementare in te reo māori, si è laureato in lingue e scienze politiche ed ha intrapreso la carriera diplomatica. Ara conosce varie lingue e ha imparato l’italiano 16 anni fa, in un paesino vicino Torino. Ara ci parla delle origini dei Māori in Aotearoa, una delle terre più giovani del mondo dove gli antenati polinesiani arrivarono in navigazione verso il 1200. I māori si definiscono Tangata Whenua, che significa il popolo della terra e le loro origini risalgono alla diffusione migratoria degli abilissimi navigatori polinesiani che per millenni hanno esplorato migliaia di isole nel Pacifico, dal Sud Est asiatico alle Americhe. Ara ci parla soprattutto del Te Tiriti o Waitangi, il trattato firmato nel 1840 tra 540 Rangatira, capi māori, e la Corona Inglese.  Nella decade precedente in Aotearoa era arrivato un gran numero di coloni ma anche disertori, pirati e avventurieri e c’erano problemi di illegalità e violenza. L’intento della Corona era di stabilizzare e consentire la pacifica coabitazione tra i coloni inglesi, nell’obbedienza alla Corona, e il popolo maori nel rispetto della loro autodeterminazione e autorità sui loro territori e cultura. Il trattato era in due versioni, inglese e te reo, e non sorprende il fatto che la Corona si attribuisce molto più potere nella versione inglese. La discrepanza sul significato e soprattutto sui concetti di autodeterminazione e autonomia del popolo māori è alla base delle rivendicazioni di cui si occupa il Tribunale di Waitangi, stabilito nel 1975, riguardo l’esproprio delle terre e la violazione dei principi del trattato. All’epoca del trattato in Aotearoa vivevano 100,000 māori e 2,000 non-maori; vent’anni dopo i due gruppi erano numericamente simili sui 60,000 e verso il 1900 la popolazione māori era scesa a soli 10,000. Era avvenuta un’emigrazione di massa prevalentemente dalle isole britanniche che il governo coloniale dal 1852 ad oggi ha ingiustamente favorito, creando legislazioni discriminatorie che hanno rimosso la lingua, confiscato le terre, impedito le tradizioni mediche, spirituali e culturali di Tangata Whenua. Come italiani che vivono in Aotearoa, vogliamo conoscere e capire queste vicende.

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260. Intervista Danilo Moretti

260. Intervista Danilo Moretti

February 1, 2022

Danilo è di Bologna, lavora come geologo applicato e si è trasferito in NZ con la sua compagna nel 2013. Dopo la laurea pensava di fare un’esperienza all’estero e questa opportunità si presentò in Christchurch, inizialmente alla Canterbury University e poi nella situazione post-terremoto 2011 della città in ricostruzione. I fenomeni geologici successivi al terremoto, come la liquefazione, sono eventi catastrofici che presentano esperienze tecniche uniche. Valentina, la sua compagna, aveva trovato inserimento professionale ad Auckland ma in seguito e con l’arrivo di un bimbo si sono stabiliti a Wellington. Danilo sta applicando le sue competenze tecniche ed è molto contento delle esperienze professionali che NZ gli sta offrendo. Geologo applicato è un ruolo di supporto all’ingegnere civile e all’ingegnere geotecnico e si occupa della resilienza geologica delle infrastrutture esistenti e dei fenomeni geologici che interagiscono con l’ingegneria delle costruzioni. La diversità di tipologie geologiche in NZ, alluvionali, metamorfiche, vulcaniche, sismiche, offre un enorme possibilità di conoscenza ed esperienze tecniche. Danilo dice che “sono arrivati in NZ che erano ragazzi e le grosse esperienze professionali e famigliari li ha fatti diventare adulti”.

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